Fair Play

Mercoledì sera, al teatro Snaporaz, ho assistito alla tavola rotonda “Uno sport per crescere”.
Iniziata puntualmente alle 20.30, il presidente del circolo didattico ha presieduto la manifestazione, presentati i componenti della tavola che per l’occasione era quadrata ha ringraziato Roberta Pasini, referente del progetto “Fair Play” e lasciato la parola al Vicesindaco Giuseppe Prioli, qui nelle vesti di assessore allo sport, ha sottolineato che lo sport nelle scuole è una realtà emozionante. L’attività sportiva a Cattolica è un educazione alla vita non solo allo sport!
Non bisogna preoccuparsi solo delle strutture logistiche, l’amministrazione deve sostenere le associazioni sportive anche dal punto di vista prettamente sportivo educativo, le risorse umane sono un valore dal quale non si può prescindere!
E’ fondamentale far crescere i ragazzi secondo un punto di vista etico, regolamentando il binomio scuola-associazioni sportive.
Al progetto Fair Play hanno collaborato gli educatori:
- Ruggero, Vania, Andrea, Massimo, Milena, Giuliana;
hanno deliziato il pubblico presente raccontando le esperienze vissute con i bambini, mostrando diapositive e filmati nei quali i protagonisti erano i piccoli sportivi.
L’educazione motoria può diventare davvero palestra di vita se è vissuta come esperienza reale, nella quale non si parla di regole, ma le si rispetta, non si ipotizzano strategie vincenti, ma ne si esperimentano l’efficacia, non si parla di diversità, ma si accolgono coloro che sono diversi.

Attraverso il progetto fair play si impara ad usare il proprio corpo con il fine di ottenere un obiettivo, per riuscire occorre aver voglia di mettersi in gioco, vincendo paure e timidezza.

Il gioco è concretamente portatore di pace, poichè per riuscire occorre rispettare il proprio corpo e quello degli altri.

Simpatica ed emozionante l’esperienza raccontata dall’insegnante Maria Vittoria Baldi che attraverso il progetto “Il mare delle meraviglie” ha trasmesso ai bambini il piacere della lettura, non solo in lingua italiana, ma anche inglese!

- I bambini sono contenti quando riescono a mostrare ai genitori ciò che hanno imparato e se riescono a coinvolgerli nel loro giochi.

Giocare insieme diventa uno strumento di conoscenza e socializzazione, non è importante vincere ed i trofei o le medaglie sono simboli a cui grazie al divertimento ottenuto è accettabile rinunciare senza patemi d’animo!

Con lo sport si impara ad affrontare le paure, poichè per ottenere risultati soddisfacenti occorre affrontare i propri limiti.

I bambini nella loro ingenuità sono simpaticissimi ed affrontano lo sport come un gioco!
- Io quando ho fatto piscina ho anche imparato a nuotare!

La nuova dirigenza del Cattolica Calcio ha parlato di lealtà e legalità; si gioca come si vive, scrive l’argentino Campione del Mondo Jorge Valdano, in uno dei suoi libri.
Per giocare bene occorre organizzazione, questo è uno dei motivi per cui è meglio affidare il proprio figlio ad un’associazione sportiva che sia in grado di educare allo sport, piuttosto che lasciarlo libero di scorrazzare per strada.

La lealtà è insita nel gioco, la legalità nasce per mantenerlo tale; paradossalmente il III° tempo regolarizzato nel calcio, testimonia la mancanza di cultura sportiva.
L’allenatore Lepri ha sfruttato l’occasione per ricordare che il 24 maggio 2008 allo stadio Calbi, vi sarà il Mundialito di Cattolica!

Il presidente dell’Atletica 75 Luca Ercolessi, ha sottolineato come fare sport aiuti ad essere migliori sui libri.
Sport e cultura proseguono a braccetto nel percorso educativo dei bambini, a tale riguardo è stata istituita una borsa di studio per i migliori sportivi che sono bravi anche a scuola; 12-13 buoni spendibili in materiale didattico del valore di un migliaio di euro, racimolato grazie ai fondi delle varie associazioni sportive dilettantistiche di Cattolica!

Tra gli studenti che si sono distinti sono saliti sul palco Maurizio, vice-campione italiano di lancio del martello, che ha intrattenuto la platea con un sarcastico umorismo; Francesca e Ilaria Sofia, specializzate nella disciplina di ginnastica artistica; Valeria alla trave e Filippo per quello che concerne il salto in lungo ed in alto; mediamente si allenano dai 4 ai 6 giorni alla settimana, una sorta di mini-professionismo, perchè come ha ricordato Luca Ercolessi, lo sport è importante, ma l’istruzione è fondamentale.

Ad Emanuele Pagnini è spettato l’onore di chiudere la serata parlando dell’associazione “Pura vida”, che organizza e promuove attività sportive per i disabili.
Sul grande schermo del teatro Snaporaz abbiamo assistito alle avventure di questi ragazzi che non si sono arresi di fronte alle difficoltà che la vita ha posto loro e tra il 22 ed 27 gennaio 2008 sono andati a sciare al Sestriere, grazie alla sovvenzione che il Rotary di Riccione ha concesso per questa iniziativa.
Lo sport è uno strumento eccezzionale per superare barriere psicologiche, non è necessario essere i migliori in una particolare disciplina, è sufficiente essere consapevoli che grazie a forza di volontà ed allenamento si superano i propri limiti e ci si diverte!
Vivere lo sport come mezzo di aggregazione è una priorità dell’associazione “Pura vida”, lo sci è una terapia sia fisica che psicologica, rende più agili e contenti di se stessi!
Emanuele mette la propria esperienza di agonista, tra i suoi risultati di spicco figura il titolo di Campione Italiano nella specialità Super Gigante, al servizio di coloro che non vogliono fermarsi innanzi ad ostacoli apparenti; tra i problemi che i disabili devono affrontare, vi è la mancanza di informazioni adeguate, dopo l’incidente automobilistico che lo ha portato alla perdita dell’uso delle gambe, sono trascorsi 6 anni, prima che casualmente potesse scoprire la disciplina del monosci; non essendo uno sport che richiama ondate di pubblico e quindi proventi pubblicitari adeguati, le sovvenzioni di aziende, enti pubblici e privati sono indispensabili per questi ragazzi che vogliono guardare al presente con un sorriso, avendo stima di se stessi!

La tavola rotonda si è conclusa alle 22.45, gli argomenti trattati sono stati così interessanti ed i relatori così simpatici e spigliati che si sarebbe potuti andare avanti fino a notte fonda, ma anche la pancia vuole la propria soddisfazione e la serata si è conclusa al Pub Ristorantino La Rocca, gestito divinamente da Antonio e Simone; tra un calice di vino ed un boccale di vino si è guardato con orgoglio al passato e con speranza al futuro.

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