Impressioni sul turismo congressuale
Grande impatto sul mio modus operandi di albergatore ha avuto il volume edito dalla Provincia di Rimini dal titolo "Organizzare l'abergo per il mercato degli affari". Si parla di diversificazione dell'offerta turistica e di ricollocazione sul mercato in funzione di una diversificazione del target. Hotel Cattolica propone ai suoi lettori un brano significativo del testo in questione:
L'evoluzione degli scenari sociali ed economici a livello mondiate ha sensibilmente modificato il profilo della domanda e dell'offerta rivolta alla clientela d'affari, i cosiddetti business traveller (ovvero tutti coloro che viaggiano per motivi di lavoro), all'interno della quale si colloca sia la clientela congressuale (di piccoli o grandi eventi), che quella fieristica (aziende espositrici e visitatori).
Dal punto di vista socio-culturale, il viaggiatore d'affari esprime, rispetto al passato, aspettative di soggiorno più elevate che richiedono alla struttura alberghiera, ma anche all'intero territorio, risposte specialistiche, precise e rapide. La scelta di una destinazione, della sede congressuale o fieristica, nonché dell'ospitalità alberghiera, è sempre più subordinata alla specializzazione e alla differenziazione dei servizi offerti dall'intera area. Naturalmente un peso determinante in molti casi è rappresentato da un'offerta competitiva anche sul prezzo.
All'interno del mercato turistico d'affari un peso rilevante è rappresentato dal mercato degli eventi congressuali, che si è sviluppato in Italia in maniera consistente a partire dagli anni '70. Inizialmente ad appannaggio dei soli centri congressi e dei grandi alberghi, il mercato congressuale ha progressivamente coinvolto numerose strutture che disponevano di servizi adeguati e sale riunioni. I motivi principali che hanno portato un numero crescente di albergatori e pro-prietari di dimore storiche alla conquista di una parte di questo ricco e interessante mercato, vanno ricercati nella sua alta propensione alla spesa (a livello nazionale la spesa media per giornata di presenza di un congressista è quasi il doppio di quella di un turista in vacanza) e nella capacità di assicurare un buon livello di occupazione, distribuito su tutto l'arco dell'anno.
Negli ultimi 4 anni le presenze congressuali sono cresciute in Italia del 9,2% all'anno e i pernottamenti alberghieri sono aumentati in misura ancora più consistente (+ 21% dal 1997 al 2000). Gli alberghi, infatti, hanno organizzato ultimamente meno eventi al loro interno, ma hanno aumentato il fatturato grazie ad una maggiore occupazione alberghiera causata da eventi tenutisi in centri congressi esterni.
Secondo i dati del 2002 dell'Osservatorio Congressuale Italiano, nel primo semestre 2001 il comparto ha fatto registrare quasi io milioni e mezzo di pernottamenti negli alberghi italiani, con io milioni e 600 mila partecipanti e ha generato un fatturato di tre miliardi 658 mila 951 Euro.
Certo, la recente situazione di incertezza economica che si è creata ed accentuata in seguito alla stagnazione dell'economia americana, ha avuto effetti non solo sui mercati finanziari di tutto il mondo, ma anche su quelli turistici. L'instabilità dell'economia italiana e mondiali breve periodo e il verificarsi di eventi eccezionali, come appunto l'attentato terroristico Twin Towers, sono stati, appunto, le cause della contrazione delle spese registrate nel pi semestre del 2002, che hanno portato ad una riduzione del fatturato complessivo del 2 una diminuzione dei partecipanti del 7% e di giornate congressuali del 15%, rispetto al pi semestre dell'anno precedente. Una crisi avvertita soprattutto nelle grandi città d'arte it ne, che ha colpito le aziende alberghiere, le quali hanno registrato una contrazione del fc rato pari al 40% e di presenze congressuali del 17%.
Sembra, comunque, che il calo di presenze e di eventi congressuali stia già lasciando il posto ad una lenta ma positiva ripresa. La quota del congressuale nel mercato complessivo de spitalità resta, infatti, elevata e si posiziona ancora ai primi posti, dato che la recente crisi coinvolto non solo il mercato dei congressi, ma tutti i segmenti di vacanza (fonte Istat 2C I risultati dell'Osservatorio Congressuale Italiano hanno, infatti, già registrato per la seco metà del 2002 un'inversione di tendenza anche per il comparto congressuale. La conferir questa visione ottimistica proviene anche dall'Enit, i cui dati sono confortanti: l'Italia resi 5° posto nella graduatoria mondiale dell'ospitalità congressuale, generando un fatturato vanta il 25% di quello complessivo del turismo italiano.
Per meglio comprendere opportunità e potenzialità di questo mercato, conviene partire d tendenze che coinvolgono it comparto congressuale, che rappresentano il punto di parte sia per l'individuazione del target di riferimento, sia per la definizione del posizionamenti assumere sul mercato stesso e la conseguente strategia di marketing da mettere in atto.
Trend del mercato congressuale
Lo scenario attuale del mercato congressuale mostra una profonda evoluzione: cambiano le esige della clientela d'affari e con esse anche le preferenze sulle destinazioni. Per quanto attiene strettan te alla clientela congressuale, le località minori, le destinazioni turistiche e quelle decentrate E avvantaggiate rispetto alle metropoli e le grandi città d'arte. Il primo semestre 2002 è stato, infatti, e; terizzato da rilevanti cambiamenti strutturali della domanda, che ha richiesto congressi più piccoli e brevi e da una accentuata regionalizzazione degli stessi, poiché gli eventi a carattere regionale ha avuto risultati migliori rispetto ai congressi internazionali. Si pensi, infatti, che un terzo dei congressi carattere locale e dura solo un giorno. Di conseguenza i costi di realizzazione e di trasporto (la machina è il mezzo più usato in questi casi) sono anch'essi diminuiti.
Per quanto concerne il periodo scelto per la realizzazione di fiere e congressi, a livello nazionale, es e inverno raccolgono, rispettivamente - secondo valutazioni del Ciset - il 26% e il 18% degli eventi. Si costano dalla distribuzione stagionale media alcuni flussi provenienti da bacini stranieri: i Tedeschi ad esempio, prescelgono la stagione autunnale per i loro congressi in Italia nel 59% dei casi. Per quanto riguarda, invece, le tipologie di domanda congressuale, si assiste ad una diminuzione dei non-corporate. Dunque, calo di associazioni sportive (-38%), di congressi e meeting di partiti e sindacati (-32%), di enti pubblici (-31%) e ripresa dei corporate, vale a dire delle imprese, con un +3%.
Fonte: Osservatorio Congressuale Italiano, 2002.
1.2 Incidenza del turismo fieristico-congressuale sull'economia riminese
Il mercato delle fiere e dei congressi rappresenta da un ventennio una realtà economica rilevante per l'Emilia Romagna che, anche grazie alla presenza di importanti contenitori fieristi-co-congressuali (si pensi a Bologna, oltre che Rimini) e alla qualificazione del comparto ospitale, attualmente si colloca al secondo posto (con il 12,6% di presenze alberghiere) tra le regioni italiane con più alto numero di presenze alberghiere nazionali (in testa Lombardia con il 32,7%, seguono al terzo e quarto posto Piemonte con il 9,2% e Veneto con il 7,6%)'.
Restringendo il campo alla sola destinazione riminese, il turismo congressuale genera dagli anni '80, ovvero da quando è stato realizzato il Palacongressi di Rimini, un indotto economico in forte crescita non soltanto per le imprese turistiche locali, ma anche per tutti i settori industriali della provincia. Il polo fieristico-congressuale ha stimolato imprenditori pubblici e privati a sviluppare una rete di servizi integrativi all'offerta, prettamente legata all'organizzazione e alla gestione dell'evento (dai servizi ristorativi a quelli di trasporto, dai commerciali e culturali fino a quelli di intrattenimento) e ha favorito le strutture alberghiere 3, 4 e 5 stelle ad ospitare i congressisiti (in alcuni casi anche i 2 stelle, come è avvenuto per l'evento "Meeting dell'amicizia tra i popoli", che muove migliaia di persone da tutta Italia) e a riqualificare l'offerta annuale, in modo da assumere anche un ruolo di primo piano in qualità di organizzatori congressuali.
Da quando, poi nel 2001 la Fiera di Rimini si è trasferita nel nuovo Quartiere Fieristico, il Palacongressi ha quadruplicato la sua disponibilità specializzandosi totalmente nell'accoglienza di meeting e congressi di grande portata, favorendo, così, l'incremento di eventi congressuali. Nello stesso tempo, il Palacongressi prima e la nuova Fiera dopo (come pure gli altri contenitori di eventi congressuali della provincia), hanno tratto vantaggio dall'essere collocati in un bacino così ampiamente attrezzato sul piano ricettivo e di servizi collaterali, senza dei quali la provincia di Rimini non avrebbe potuto generare un tale movimento di domanda congressuale.
Etichette: Fiera Rimini, Hotel Cattolica, Riflessioni, Turismo




1 Commenti:
Questo post è stato eliminato dall'autore.
Posta un commento
Link a questo post:
Crea un link
<< Home page